Andreas Slominski

Андреас Сломински
Inside Installations

Andreas Slominski

source: inside-installations

Inside Installations: Preservation and Presentation of Installation Art is a three-year research project (2004-2007) into the care and administration of an art form that is challenging prevailing views of conservation. Over thirty complex installations have been selected as case studies and will be re-installed, investigated and documented. Experience is shared and partners collaborate to develop good practice on five research topics. This website is a unique digital repository of the project’s results and will be filled by project partners as their research unfolds.
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source: ropacnet

The sculptures of Andreas Slominski (b 1959 in Meppen, Germany) were first noticed in the early eighties. While his works dating from that time were the size of fairly small sculptures, in recent years they have grown into often voluminous installations. From the start, Slominski sought direct dialogue with the viewer. His so-called “traps” are absurd-looking baits, somewhere between sculpture and functional object. Similarly to Duchamp, he integrates everyday objects into the context of art in order to visualise the process of artistic perception. His work includes bicycles, windmills, found objects and materials taken from everyday life, showing components of his ironic universe along with a tribute to dadaist ideas.
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source: blogliberoit

Andreas Slominski – Colui che tende trappole
Andreas Slominski nasce a Meppen, Germania, nel 1959, e frequenta la Hochschule für Bildende Künste di Amburgo dal 1983 al 1986. Attualmente vive e lavora ad Amburgo.

Il percorso artistico da lui proposto non si limita alla semplice contemplazione delle opere, ma si è esteso oltre le mura, coinvolgendo i visitatori ed esortandoli a percorrere un itinerario svoltosi attraverso spazio e tempo.

Andreas Slominski è definito Fallensteller, “colui che tende trappole”, artista imprevedibile e ribelle, talvolta lievemente inquietante. Espone la sua prima trappola, Falle, in occasione della sua prima personale ad Amburgo: si tratta di un semplice meccanismo per la cattura di topi. E’ il punto di partenza di molte interpretazioni ambigue e contrastanti relative ad un oggetto che rammenta il ready-made di Duchamp, e che, mantenedo intatti aspetto e funzione, assume valore artistico proprio in relazione al fatto stesso di essere esposto.

Le trappole sono uno dei componenti del mondo irreale costruito dall’artista, insieme ad oggetti comuni, lasciati in mostra in una realtà apparentemente irrazionele e caotica. Il progetto espositivo creato da Slominski per Fondazione Prada si estende sul territorio della città, attraverso muri e finestre, riportando attraverso a video ed immagini gli eventi avvenuti in fase di inaugurazione.

Appena giunti all’ingresso della Fondazione Prada, lo sguardo è catturato da Merry Christmas For Belfast, una serie di illuminazioni natalizie appese al soffitto, installazione per la quale l’artista si è avvalso di un’azienda di Brema, incaricata di realizzare i decori natalizi di Belfast nel dicembre scorso. Sulla parete di destra, Please Call Me:, sul muro appare scritto un numero di telefono cellulare, che i visitatori sono invitati a comporre per scoprire dove si trova il telefono.

In tutto lo spazio espositivo sono allestite trappole grandi e piccole, reali e fantasiose, alcune ricavate da vere trappole e costruite su modelli utilizzati dai cacciatori per catturare uccelli, roditori, felini, cani selvatici. Talvolta raggiungono grandi dimensioni, incutono paura e possiedono un aspetto aggressivo, altre volte si nascondono dentro l’apparenza di piccoli innocui e colorati giocattoli.

Brot è il pane che l’artista ha chiesto di cuocere e vendere ogni giorno per tutta la durata dell’esposizione: una pagnotta di piccole dimensioni dove sia visibile l’impronta di una scarpa da calcio. Le forme di pane sono esposte alla reception delle Fondazione Prada, con l’indicazione del luogo dove poterle acquistare.

Nel giorno dell’inaugurazione, i visitatori che indossavano pantaloni venivano invitati a …toglierli se si trovavano casualmente davanti ad un palo appositamente installato nello spazio espositivo, la cui lunghezza si estende dal pavimento al soffitto. Una sarta provvedeva a scucirli separando le due gambe, ed a restituirli ricuciti ed autografati dall’artista.

Il giorno 1 aprile, un annuncio pubblicato su di un quotidiano milanese invitava il pubblico ad un appuntamento sul ponte del Naviglio Grande di Milano. Ad alcuni presenti veniva chiesto di gettare le proprie chiavi di casa dal ponte, ed un sommozzatore professionista si sarebbe in seguito immerso per recuperarle. L’evento è stato filmato ed il video viene presentato in mostra.

Infine, Souvenir de Paris, Den Eiffelturm streichet e Licht anschalten, i tre passi dell’incredibile atmosfera di Parigi che l’artista ha voluto proporre ai visitatori della Fondazione Prada. Ogni sette anni la Torre Eiffel viene ridipinta da operai specializzati. Slominski ne ha invitato uno ad effettuare lo stesso trattamento sull’inferriata delle finestre della Fondazione. Per l’intervento, il tecnico ha utilizzato la divisa, gli attrezzi ed i materiali solitamente utilizzati a Parigi. L’inferriata è stata ridipinta, mentre sono rimaste macchie sulle pareti interne ed esterne. Un interruttore è stato dipinto durante l’azione di accendere la luce servendosi del pennello.

L’intera operazione è documentata da un video presentato in mostra.

Lo spazio espositivo di Andreas Slominski risulta essere singolarmente emozionante, lasciando ampio spazio ad interrogativi e riflessioni. Da non perdere.