JOGGING

soup base

source: domuswebit

Senza cedere a trucchetti tautologici Jogging ripensa seriamente Tumblr come ‘luogo’. Il gruppo crea immagini da scandalose combinazioni di oggetti quotidiani, tra cui batterie, bibite energetiche, calzature fatte in serie, sali da bagno da supermercato, pesci e una marea di altri oggetti d’uso comune. A prima vista il progetto sembra un assemblaggio dadaista di oggetti casuali, proposti semplicemente per la loro paradossale carica provocatoria. In certo qual modo anche questa lettura è possibile, e l’operazione ha un suo valore autonomo di ironico pastiche del repertorio della cultura contemporanea. E tuttavia è la natura site-specific dell’opera che le conferisce il suo più importante valore di sperimentazione. Tumblr, con il suo sfondo bianco e vuoto, diventa una galleria d’arte online, e i suoi specifici strumenti di presentazione e di fruizione danno vita all’arte in quanto commento fondato sui social media.
Le curiose immagini di insolite situazioni quotidiane ambientate in modo ovvio vengono presentate come vere e proprie opere d’arte, con titoli da galleria d’arte come Reperto fotografico, Natura morta e Immagine di installazione. Sul sito web ciò attribuisce alle immagini lo statuto di opere d’arte, ma dato che gli utenti le rilanciano sui propri blog esse vengono completamente decontestualizzate, esistono accanto ad altre immagini e senza alcuna mediazione artistica.

Invece che fungere da versione Internet di una struttura di potere esistente (cioè la galleria), Jogging fa agire la rete di Tumblr come una galleria liquida e decentrata, gestita da migliaia di persone, che fa proliferare le immagini all’interno di questo paesaggio digitale senza paragoni, inviando le immagini attraverso i canali di Internet e collocandole in vari contesti differenti. Il modo casuale in cui le opere finiscono con l’essere decontestualizzate e ricontestualizzate (per esempio accanto alla foto di una ragazza seminuda con una pistola, oppure accanto a un .gif di Will Smith) è per l’appunto l’appello di Bishop a un’arte che “[rifletta] a fondo sui modi in cui viviamo la digitalizzazione della nostra esistenza e ne veniamo modificati”. Trasformare il brulichio di Tumblr nel luogo di ciò che può essere letto come un’installazione site-specific fa apparire la casualità decontestualizzata e l’apparente rifiuto dell’autorialità degli oggetti ancor più familiari, e tuttavia estranei. Che cosa succede quando Jogging decide di trasferirsi nel contesto di un altro sito?
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source: rhizomeorg

JOGGING uses the microblogging platform Tumblr as a stage for immaterial works of art both real and digitally manipulated. The site functions as an evolving sketchbook in which ideas are conceived and executed with a speed and immediacy unconstrained by physical or institutional limitations, with as many as twenty pieces of work posted per day. This is in deliberate contrast to personal websites and curated portfolios in which an artist limits his or her production in an attempt to carve out an identifiable brand. Instead, JOGGING sees itself as both artist and art object, composed of multiple pieces or individual works but functioning as a single schizophrenic body, an abstract machine.

It is this fascination with these questions of production and materiality that seems most tangible in JOGGING’s work. While some pieces are simple photo documentation of sculptures and events, many are purely digital objects pulled from Google image search and re-composited in Photoshop or otherwise digitally manipulated. Each piece functions as a kind of purposeful simulacra, as documentation of an object, installation, or performance that does not exist and never took place. In adopting this language of deliberate exhibition and co-presence, JOGGING calls into question the condition that art take place in a predetermined space, be planned in advance, or even produced by the artist themselves.