LORIS CECCHINI

Cloudless

source: loriscecchini

In the work of Loris Cecchini (born in Milan, 1969), photography, drawing, sculpture and installation combine to form a unified poetics, the cardinal element of which is transfiguration. The subjects that appear in his work include multiple collages and detailed architectural models, objects in rubber, reinvented caravans and tree houses, structurally distorted spaces, and prismatic, transparent covers and surfaces. The variety and morphology of the elements constantly interrelate in a continuous alternating process of deconstruction and reconstruction located in the interchange between the physical reality of the materials and a virtualized presence.
In both his photographs and his sculptures, the revision of a wide-ranging notion of the ‘model’ involves the reworking of familiar forms from our everyday lives, which are transferred into an altered vision that challenges the viewer’s perceptions. Using subtle digital processing methods, the artist superimposes snatches of reality onto physical/virtual scenarios constructed by means of studio models, creating various situations that lie somewhere between the plausible and the paradoxical.
The idea of modelling and of paradox can be seen in the life-size objects reproduced in grey urethane rubber: like ghosts and shadows of their real referent, the objects appear helpless, collapsing onto themselves, but at the same time acquire a sense of character and an irony that makes them less object-like and more human.

Nel lavoro di Loris cecchini (nato a Milano, 1969), fotografia, disegno, scultura e installazione si fondono in una poetica unitaria, dove la trasfigurazione è l’elemeno cardine. Collage multipli e dettagliati modelli architettonici, oggetti replicati in scala reale e riprodotti in gomma uretanica grigia che appaiono inermi, ripiegati su se stessi, roulotte reinventate e case sugli alberi, spazi strutturalmente distorti, coperture e superfici dalle trasparenze prismatiche, scenari fisici/virtuali ricreati in digitale, sono i soggetti che ritroviamo nel suo lavoro. In una molteplicità di visioni e linguaggi, le opere sono caratterizzate da una dialettica costante tra natura e artificio, dove il progettare stesso emerge come idea ed ideale dell’opera compiuta e dove la trasfigurazione è l’elemento cardine; architettura dello spazio, materiali da costruzione, porzioni di natura, processi fisici, si manifestano in un rimando continuo, dando luogo ad un indice di visioni e processi stratificati nelle opere. La varietà e la morfologia degli elementi si intersecano continuamente in un processo alternato di decostruzione e ricostruzione localizzato nell’interscambio tra la realtà fisica dei materiali e la loro presenza virtualizzata. Sia nelle fotografie che nelle sculture, la revisione di un’idea ampia di “modello” passa per la rielaborazione di forme familiari del nostro quotidiano. Naturale e artificiale si sovrappongono continuamente in scambio dialogico: partendo da un oggetto o comunque da un’entità portatrice di esperienze date, l’artista genera un nuovo mondo, o meglio un nuovo progetto che pur restando in continuità con il passato e la sua funzionalità si fa portatore di ulteriori sviluppi.
Indagando il modo di abitare lo spazio e i modelli convenzionali che fondano il nostro rapporto con il reale, l’opera di Loris Cecchini si sviluppa tramite ampie metodologie di lavoro, muovendosi di volta in volta, da una progettazione fredda, alla narrazione biografica.
.
.
.
.
.
.
.
source: plasticquarium

Cloudless è una grande installazione dell’artista italiano Loris Cecchini. Per questo progetto l’artista ha sospeso un’enorme forma struttura biomorfica composta da migliaia di palline di plastica che circondano un quadro interno di scale in alluminio. Il lavoro continua l’indagine di Cecchini sullo spazio.
.
.
.
.
.
.
.
source: glasstress

Loris Cecchini is an Italian artist based in Prato and Berlin. His work explores the meeting of nature and manmade materials resulting in works that are often delicately made, yet awesome in size. Cecchini has exhibited internationally and has consistently produced solo exhibitions for over 15 years. His most recent exhibitions have included Aerial Boundaries, a site-specific installation for CCC Strozzina, Florence, Italy and Galleria Continua/Le Moulin, Boissy-le-Chatel, France. In 2005, the artist took part in the 51st Venice Biennale Premio per La Giovane Arte Italiana, the prize for young Italian art.
.
.
.
.
.
.
.
source: italicaraiit

Loris Cecchini ha iniziato la sua attività artistica modellando materie morbide e duttili: plastica, resina, gomma e cellulosa.
In seguito ha stampato fotografie su minuti e inusuali supporti, come la carta da chewing-gum e, senza rinnegare l’attitudine a modellare la materia, ha affrontato le molteplici ed inesplorate possibilità del computer, continuando la sua ricerca, mettendo in discussione il senso del reale in una prospettiva sospesa tra il naturale e l’artificiale, sia con immagini digitalizzate sia con installazioni realizzate con elementi scultorei.
L’artista dunque, crea veri e propri set fotografici con oggetti da modellismo che poi fotografa. Le figure umane sono poi sovrapposte attraverso un processo digitale. I risultati sono opere fotografiche di grande formato, dove il progettista predilige un taglio che richiama lo schermo cinematografico o quello “widescreen” dei televisori dell’ultima generazione. L’ultima installazione di Cecchini, appositamente pensata per lo spazio Armani, si intitola “H( )me” e prende in considerazione l’abitare e la dimensione della sosta attraverso la costruzione di cinque pareti atte a misurare lo spazio.
Le pareti sono di gomma, alte poco più di 1 m e spesse 15 cm, delimitano e costruiscono lo spazio di cinque scene, in cui vengono a collocarsi i mobili molli tipici della poetica di Loris Cecchini. Oggetti quotidiani: una sedia, un tavolo, una scala, computer, lampade, cavi, prese multiple e elementi della casa: porte, finestre, subiscono un’inquietante mutazione della loro stabilità. Altra caratteristica dell’opera è la monocromia grigia.
I cinque moduli sono idealmente collegati tra loro da un ritmo monocromo di identità e differenza, creato dalla presenza-assenza degli oggetti.
La novità dell’installazione consiste nella dimensione spaziale del progetto, costituita dalle pareti gommose in cui collocare le sculture molli, come ci conferma lo stesso Loris Cecchini: “la novità è un po’ questa, è la prima volta che uso le pareti per costruire lo spazio”.
.
.
.
.
.
.
.
source: zamit

Loris Cecchini, nato a Milano nel 1969. Vive e lavora a Milano e a Prato. Ha iniziato la sua attività artistica modellando materie morbide e duttili: plastica, resina, gomma e cellulosa.
In seguito ha stampato fotografie su minuti e inusuali supporti, come la carta da chewing-gum e, senza rinnegare l’attitudine a modellare la materia, ha affrontato le molteplici ed inesplorate possibilità del computer, continuando la sua ricerca, mettendo in discussione il senso del reale in una prospettiva sospesa tra il naturale e l’artificiale, sia con immagini digitalizzate sia con installazioni realizzate con elementi scultorei.
L’artista dunque, crea veri e propri set fotografici con oggetti da modellismo che poi fotografa. Le figure umane sono poi sovrapposte attraverso un processo digitale. I risultati sono opere fotografiche di grande formato, dove il progettista predilige un taglio che richiama lo schermo cinematografico o quello “widescreen” dei televisori dell’ultima generazione.