ROBERT WILSON

بوب ويلسون
鲍伯·威尔逊
בוב וילסון
ロバート·ウィルソン
밥 윌슨
Боб Уилсон

ISABELLA ROSSELLINI

source: palazzomadamatorinoit

«Credo che queste opere possano essere viste in numerose situazioni: in un museo, alla fermata della metropolitana, mentre si è in coda all’aeroporto. Potrebbero essere sul quadrante di un orologio da polso, in televisione, oppure un’immagine nella vostra casa, appese a una parete. Possono essere nella cornice di un camino, al posto del fuoco. Su una parete di casa, come una finestra, una finestra che ci mostra un altro mondo. È qualcosa di molto personale. Si tratta di un documento del nostro tempo. Sono ciò che io chiamo ritratti». Robert Wilson

In occasione del Prix Italia, in collaborazione con la RAI, Change Performing Arts presenta una selezione dei più celebri video ritratti di Robert Wilson, riconosciuto come una delle figure più importanti della nostra epoca nel teatro, nell’opera e nell’arte.
Il progetto, realizzato in collaborazione con Palazzo Madama, propone un percorso espositivo che si snoda al primo piano del museo, nella fastosa cornice delle sale settecentesche. Alle pareti, incastonati dai damaschi e dai mobili intarsiati, sfilano cinquanta video-ritratti ad altissima definizione dedicati a protagonisti dello star system come Brad Pitt, Johnny Depp, Isabella Rossellini, Jeanne Moreau, ma anche a persone comuni e animali straordinari (una pantera nera, un porcospino, una famiglia di gufi bianchi, un cane di razza Briard, una rana cornuta).

Un allestimento radicale, che intende celebrare i valori della creazione artistica di ogni tempo attraverso un inedito confronto tra tecniche e tecnologia, gusto e ricerca della perfezione del dettaglio, senso del movimento e della scenografia, colore e interpretazione della realtà e della figura.

I video portraits prendono forma nel 2007, dopo oltre due anni di lavoro di Wilson con VOOM HD Networks, compagnia pionieristica nella ricerca sulle tecnologie per la televisione in alta definizione. I ritratti possono essere visti in relazione ai filmati sperimentali di Warhol – riprese frontali, movimenti minimi, con una camera fissa anche se, diversamente dai ritratti di Warhol, Wilson si serve di tutti i ritrovati della produzione: luci, telecamere, apparecchiature per il montaggio e studi di registrazione. Sono ripetuti in loop in modo da non avere un inizio e una fine, creando un’opera d’arte in fotogrammi. Il risultato finale sul monitor è simile a quello di una fotografia, ma un esame più attento rivela il sofisticato linguaggio di Robert Wilson. I video ritratti, che hanno una durata che varia da 30 secondi fino a 20 minuti, sembrano immobili, ma i personaggi compiono in realtà piccole azioni – un semplice movimento, un battere di ciglia, un colpetto con il piede – che amplificano le potenzialità narrative del ritratto tradizionale avvicinandolo al racconto cinematografico, pur senza disperdere quell’aura di fissità iconica che caratterizza il ritratto pittorico di ogni tempo. Opere di confine, di marca schiettamente post-moderna, che mescolano sapientemente un ventaglio di possibilità espressive che vanno dalla pittura, alla fotografia, al cinema, alla televisione, rese possibili grazie all’utilizzo di un sofisticato editing e di sistemi computerizzati di playback audio e video direttamente integrati negli schermi, concepiti nella forma come vere e proprie cornici.

Ogni video ritratto è un’opera sviluppata da Wilson in collaborazione con il soggetto raffigurato e rimanda ad altri universi di immagini tratte dal teatro, dal cinema, dal fumetto e dalla pittura, che approfondiscono e dilatano il senso della ricerca, ora spaesante, ora giocosa, ora sottilmente ossessiva. I ritratti sono accompagnati da colonne sonore create per l’occasione da musicisti del calibro di Bernard Hermann, David Byrne, Michael Galasso, insieme a Ludwig van Beethoven e J.S. Bach reinterpretato da Glenn Gould e Hans Peter Kuhn.

In occasione della mostra, Palazzo Madama propone un percorso storico sul tema del ritratto, indagato dal medioevo all’Ottocento attraverso le collezioni del museo: dalle effigi dei committenti nelle pale sacre, alle medaglie rinascimentali, fino al ritratto di stato di epoca barocca. Accanto alle opere di Robert Wilson sarà esposta anche una selezione di dipinti provenienti dai depositi della GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea (Boldini, Casorati, Saroni …) pensata come contrappunto visivo e strumento per mettere a fuoco caratteri, tipologie e retoriche di un grande genere artistico. Il ritratto rappresenta infatti uno dei generi più antichi e più affascinanti della storia dell’arte. Le tappe della sua evoluzione documentano attraverso i secoli la diversa posizione dell’uomo in rapporto al mondo che lo circonda, il suo posto nella società, la sua capacità di lasciare traccia della propria individualità. Una storia che è, in questo caso, insieme antica, moderna e contemporanea.
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source: arttattler

Although Robert Wilson refuses to interpret his works, he gladly takes on the task of interpretation when it has to do with other personalities. He created his first portraits of important personalities, such as Louis Aragon, Pontus Hultén, and Helene Rochas as early as the 1970s. His portraits are theatrical stagings and in that, also interpretations. Wilson’s work as an artist is constructed from decisive artistic impulses of the 1960s (from Performance through to Minimal Art), which flowed into his epochal and legendary stagings beginning in the 1970s. Starting from his stagings, he also became a stage designer and sculptor, painter, and drawer. His visual art was, accordingly, not limited to surfaces; he also created three-dimensional objects, installations, and environments of the highest poetics, in part absurd and surrealist, in part extremely minimalist, but in all cases, surprising. With the time-based visual forms video and film he achieved an innovated visual language shaping a world between Chaplinesque and Kafkaesque, but was absolutely Wilson.

Wilson has concentrated all of his experiences as worldwide celebrated visual and object artist, as stage designer and director, as choreograph and curator in his video portraits since 2004, as the technological possibilities of High Definition television allow him to differentiate the wealth of his pictorial and stage languages: movement, gesture, make-up, costume, scenery, lighting, as well as the style of high and pop culture, classical and also new media, painting, design, music, opera, dance, theater, photography, television, film, etc. The portrayed personalities here refer not only to their own biographical details, but also to cultural history. Thus, Robert Downey Jr., for example, presents the corpse of Rembrandt’s Anatomy of Dr. Nicolaes Tulp (1632) and Johnny Depp can be seen in drag, posing as Rrose Sélavy by Marcel Duchamp. The subjects are both constructed and authentic, biographical and socio-graphical, portraits of their lives as well as of a media and an epoch. The portraits are visual histories, but also part of history, or are themselves history.

Yet Robert Wilson does not portray only famous personalities, such as Isabella Rossellini, Brad Pitt, or Caroline von Monaco, but also unknown people and animals who have until now escaped artistic representation, such as a street dancer or a frog. In precisely these stagings, Wilson’s complex visual and sound languages reach their climax, namely, a celebration of empathy: anonymous people become divas, neutral beings achieve cult status. Wilson’s video portraits thus have a cognitive function. Within the history of portrait painting and photographic portraits, especially staged photography, his staged portraits present not only a pinnacle of accomplishment, but also, first and foremost, a climax that is groundbreaking.

Thus, as an essential component, every video portrait, goes beyond the scenic element, underscored by a sound carpet that can contain anything ranging from field recordings to video game music, from classical to blues, rock, and punk, or even Heiner Müller lyrics quoted by Robert Wilson.

Curator of the exhibition is Peter Weibel.

A catalogue will be published for the exhibition at ZKM (ed. Peter Weibel) with contributions by Norman Bryson, Ali Hossaini, Noah Khoshbin, Matthew Shattuck, Nicola Suthor, Peter Weibel, and Robert Wilson.
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source: agendacultwordpress

A exposição Voom Portraits — em alguns lugares do mundo por onde passou, a palavra que consideraram apropriada foi show — do renomado artista Robert Wilson, conhecido por suas técnicas de iluminação e cenários no teatro americano, são vídeo-retratos em alta resolução de celebridades como Isabella Rosselini e Jonhy Deep que posaram quase imóveis para as câmeras da Voom HD Network.

A linguagem dos vídeo-retratos é inspirada no teatro, cinema, dança, filmes, televisão e em elementos da cultura contemporânea com a iluminação e cenários minimalistas característicos do trabalho do artista.

“Robert Wilson situa seus sujeitos em narrativas criteriosamente construídas ou apropriadas e que variam de históricas a referenciais, sérias ou cômicas, sempre se caracterizando, contudo, como biografias poéticas das pessoas retratadas.” – Portal Sesc.
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source: blogillustratusblogspot

Conhecido por suas ousadas técnicas de iluminação e cenários no teatro norte-americano, Robert Wilson estará presente na mega exposição “Voom Portraits”, que ocupará o Santander de 8 de setembro até dezembro. Serão exibidos vídeo-retratos em alta resolução de celebridades, como Isabela Rosselini, Jonhy Depp, Brad Pitt, Robert Downey Jr e Wimona Rider, num encontro entre fotografia, filme, literatura e som.

Sucesso absoluto em Nova York e nas cidades por onde está passando nesta turnê internacional, Voom Portraits chega a Porto Alegre graças à iniciativa de Luciano Alabarse, curador do festival internacional de artes cênicas Porto Alegre em Cena, e ao patrocínio do Santander Cultural, que abrigará a mostra a partir de 8 de setembro, data que marca também abertura do festival, com o show de Goran Bregovic.

A obra poderosa de Wilson conta com fotografias exóticas de Steve Buscemi, Brad Pitt, Jeane Moureau, Robert Downey Jr, Dita Von Teese, Willem Dafoe, Isabella Rossellini, Johnny Depp, Salma Hayek, Winona Ryder (numa adaptação muito elogiada do famoso “Dias Felizes”, de Samuel Beckett), entre outros. Os retratos foram encomendados e produzidos em um trabalho de colaboração entre Robert Wilson – um artista de vanguarda no teatro e nas artes visuais – e a empresa de televisão VOOM HD Networks, onde Wilson tem sido artista residente desde 2004.

A naturaza morta é vida real
Por Robert Wilson

Os vídeo-retratos podem ser vistos nas três formas tradicionais em que artistas constroem o espaço. Se eu colocar minha mão na frente de meu rosto, posso dizer que é um retrato. Se vejo minha mão a distancia, posso dizer que é parte da natureza morta e se a vejo do outro lado da rua, posso dizer que é parte do cenário. Na construção destes espaços, vemos uma imagem que pode ser pensada como um retrato. Se olharmos com cuidado, esta natureza morta é uma vida real. De certa forma, se pensarmos sobre isso e olharmos por tempo suficiente, os espaços mentais se transformam em cenários mentais.

Estes retratos se originam de um trabalho que eu fiz nos anos 70, chamado “VIDEO 50”. Fiz vários retratos, incluindo o escritor surrealista Louis Aragon, a socialite Helene Rochas, um pato, um padre que eu conheci num bar, o diretor de museu Pontus Hulten, o CEO da Sony, Akito Morita, e o Ministro da Cultura da França Michel Guy. Estes retratos podem ser vistos na TV, em galerias, museus, estações de metrô, hotéis, aeroportos ou mesmo no quadrante de um relógio de pulso. Eu imagino os VOOM PORTR AITS sendo vistos em espaços públicos, bem como nos lares. Em casa, eles são como uma janela na sala ou o fogo na lareira.

Frequentemente as pessoas me perguntam ‘Quais são as ideias por trás das imagens? ‘. Eu não interpreto meu trabalho. A interpretação é para os outros. Fixar um significado a um trabalho como este limita sua poesia e a possibilidade de outras ideias. Eles são pessoais, expressões poéticas de personalidades diferentes. Um homem da rua, um animal, uma criança, super stars, deuses de nosso tempo.

Obras de Robert Wilson

As obras de Wilson integram uma ampla variedade de mídias artísticas, combinando o movimento, a dança, a iluminação, o design de móveis, a escultura, a música e o texto em um todo unificado. As imagens do artista são esteticamente cativantes e carregadas de emoção e suas produções foram aclamadas pelo público e pela crítica no mundo inteiro. Junto com o compositor Philip Glass, Wilson criou a monumental obra Einstein on the Beach, que mudou as noções convencionais da forma operística tradicional. Entre seus inúmeros colaboradores estão vários escritores e músicos como Susan Sontag, Lou Reed, Heiner Müeller, Jessye Norman, David Byrne, e Tom Waits. Prolífico no repertório operístico tradicional, Wilson imprimiu sua marca em obras de mestre como La flûte enchantée (A flauta mágica), Pelléas et Mélisande, Der Ring des Nibelungen e Madame Butterfly.

A prática de Wilson está firmemente enraizada nas artes plásticas e gráficas e extensas retrospectivas de seu trabalho foram apresentadas no Centre Georges Pompidou, em Paris, e no Boston Museum of Fine Arts. Montou instalações no Stedelijk Museum em Amsterdã, no Villa Stuck em Munique, no Clink Street Vaults de Londres e no Guggenheim Museums em Nova York e Bilbao.
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source: daringtodo

Wilson è riconosciuto come una delle figure più importanti della nostra epoca nel teatro, nell’opera e nell’arte. Il progetto propone un percorso espositivo che si snoda al primo piano del museo, nella cornice delle sale settecentesche. Alle pareti, incastonati dai damaschi e dai mobili intarsiati, sfilano cinquanta video-ritratti ad altissima definizione dedicati a protagonisti dello star system come Brad Pitt, Johnny Depp, Carolina di Monaco, Isabella Rossellini, Jeanne Moreau, ma anche a persone comuni e animali straordinari (una pantera nera, un porcospino, una famiglia di gufi bianchi, un cane di razza Briard, una rana cornuta).

I video ritratti prendono forma nel 2007, dopo oltre due anni di lavoro di Wilson con VOOM HD Networks, compagnia pionieristica nella ricerca sulle tecnologie per la televisione in alta definizione. I ritratti possono essere visti in relazione ai filmati sperimentali di Warhol – riprese frontali, movimenti minimi, con una camera fissa anche se, diversamente dai ritratti di Warhol, Wilson si serve di tutti i ritrovati della produzione: luci, telecamere, apparecchiature per il montaggio e studi di registrazione. Sono ripetuti in rotazione continua in modo da non avere un inizio e una fine, creando un’opera d’arte in fotogrammi. Il risultato finale sul monitor è simile a quello di una fotografia.

I “ritratti”, hanno una durata che varia da 30 secondi fino a 20 minuti, sembrano immobili, ma i personaggi compiono in realtà piccole azioni – un semplice movimento, un battere di ciglia, un colpetto con il piede – che amplificano le potenzialità narrative del ritratto tradizionale avvicinandolo al racconto cinematografico, pur senza disperdere quell’aura di fissità iconica che caratterizza il ritratto pittorico di ogni tempo.

Opere sviluppate da Wilson in collaborazione con il soggetto raffigurato che approfondiscono e dilatano il senso della ricerca: Winona Ryder è il personaggio Winnie da Giorni felici di Samuel Beckett; il ritratto della principessa Carolina di Hannover è ispirato al ruolo di sua madre, Grace Kelly, ne La finestra sul cortile, ma anche ad un famoso dipinto del 19esimo secolo di John Singer Sargent; Isabella Rossellini è un fumetto giapponese.

I ritratti sono accompagnati da colonne sonore create per l’occasione da musicisti del calibro di Lou Reed, Tom Waits, Bernard Hermann, Michael Galasso, Big Black, Bach reinterpretato da Glenn Gould, Hans Peter Kuhn e Ethel Merman.

Ma non è tutto. Palazzo Madama propone anche un percorso storico sul tema del ritratto, dal Medioevo all’Ottocento attraverso le collezioni del museo: dalle effigi dei committenti nelle pale sacre, alle medaglie rinascimentali, fino al ritratto di stato di epoca barocca. Accanto alle opere di Robert Wilson sarà esposta anche una selezione di dipinti provenienti dai depositi della GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea (Grosso, Boldini, Casorati, Saroni ed altri artisti) pensata come contrappunto visivo e strumento per mettere a fuoco caratteri, tipologie e retoriche di un grande genere artistico. Il ritratto rappresenta infatti uno dei generi più antichi e più affascinanti della storia dell’arte. La mostra è a cura di Noah Khoshbin in collaborazione con Dissident Industries.
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source: etodayru

Роберт Уилсон (Robert Wilson), выдающийся современный художник и театральный режиссер, привозит в Москву свою выставку «живых портретов» VOOM. Брэд Питт (Brad Pitt) позировал для него в нижнем белье под проливным дождем. Изабелла Росселлини (Isabella Rossellini) предстала в образе куклы. Вайнона Райдер (Winona Ryder) — героиня абсурдистской пьесы Беккета.

Выставка фотографа «Видеопортреты в стиле VOOM» продлится со 2 октября по 10 ноября в фонде культуры «Екатерина», и представит 25 портретов знаменитостей, среди которых Вайнона Райдер, Михаил Барышников, Роберт Дауни-младший, Жанна Моро, Брэд Питт, Сальма Хайек, Изабель Юппер, Изабелла Росселлини, Шон Пенн, Дита фон Тиз, Макалей Калкин, Джонни Депп и другие.
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source: ka-newsde

Was haben ein Frosch, eine Straßentänzerin, Isabella Rossellini, Brad Pitt und Caroline von Monaco gemeinsam? Sie alle hat Robert Wilson für seine “Video Portraits” inszeniert, die derzeit im Museum für Neue Kunst zu sehen sind.

Jedes Videoporträt ist als wesentlicher Bestandteil über das Szenische hinaus mit einem spezifischen Klangteppich unterlegt, der sich von Feldaufnahmen bis zu Musik von Videospielen, von Klassik bis zu Blues, Rock und Punk erstreckt, oder auch von Wilson zitierte Lyrik Heiner Müllers enthalten kann.

All seine Erfahrungen als weltweit gefeierter Bild- und Objektkünstler, als Bühnenbildner und Regisseur, als Choreograf und Kurator hat er in seinen Video-Porträts seit 2004 konzentriert. Die technischen Möglichkeiten des High-Definition-Fernsehens erlauben es, den Reichtum seiner Bild- und Bühnensprache auszudifferenzieren: Bewegung, Gestik, Make-Up, Kostüm, Kulisse, Lichteinsatz, ebenso wie die Stile der Hoch- und Popkultur, die klassischen wie neuen Medien: Malerei, Design, Musik, Oper, Tanz, Theater, Fotografie, Fernsehen, Film.
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source: elconfidencial

Winona Ryder enterrada hasta el cuello, Jeanne Moreau de reina escocesa, Dita Von Teese suspendida en un trapecio, Brad Pitt bajo la lluvia vestido solo con unos calzoncillos y unos calcetines y sosteniendo una pistola de agua. Estos son algunos de los impactantes retratos vivientes de Robert Wilson que se pueden contemplar en tres salas municipales de exposiciones de Valladolid hasta el 31 de mayo. Bajo el título Voom Portraits. Robert Wilson, esta muestra audiovisual no deja indiferente gracias al impacto que causan las imágenes acompañadas de una banda sonora realizada por diferentes compositores.

Son un total de 19 posados casi sin moverse –limitan su acción a un par de movimientos lentos- de diferentes caras conocidas del mundo del espectáculo y de la cultura, así como algún que otro animal. El trabajo de Wilson está presentado en pantallas planas de alta definición -suministradas por VOOM HD Networks, de ahí el nombre de la muestra-, y es la primera vez que viene a España, lo que aumenta, sin duda, el morbo de pasarse por la exhibición.

Wilson describe los retratos: “Creo que estas obras se pueden ver de numerosas maneras. Se pueden ver en espacios de museo. Se pueden ver en paradas de metro. Se pueden ver en sitios donde la gente hace cola en los aeropuertos. Podrían estar en la cara de un reloj de pulsera. Podrían estar en la televisión. Podrían ser una imagen en tu casa. Pueden estar en una pared. Podrían estar en una chimenea –igual que tenemos un fuego-. En una pared en casa, pueden ser como una ventana –una ventana que nos muestra otro mundo-. Es algo muy personal. Es un documento de nuestro tiempo. Son lo que yo llamo retratos”.

La mayoría de los retratos son en vertical, de manera que los retratados tengan prácticamente el mismo tamaño que el espectador que los contempla. En ellos hay multitud de referencias al teatro, a la historia del arte, al cine. Carolina de Mónaco parece su madre Grace Kelly en La ventana indiscreta o el retrato de John Singer Sargent de Madame X. Winona Ryder representa un personaje del dramaturgo Samuel Beckett, la Winnie de Happy Days. El bailarín Mikhail Baryshnikov representa a San Sebastián cubierto de flechas, la icónica figura utilizada por los pintores para realizar estudios del cuerpo masculino.

Éstos, junto a otros personajes recibieron instrucciones muy precisas de Wilson. No pensar en nada y realizar tan solo movimientos muy tenues –un parpadeo, un movimiento del pie…- eran las principales recomendaciones. La grabación se acompaña de diversos temas musicales que contribuyen a completar la de por sí cuidada atmósfera que el artista crea para cada una de sus creaciones. Lou Reed Tom Waits, Bernard Hermann, Michael Galasso (compositor de la banda sonora de la delicada Deseando amar) y Big Black

Los visitantes que se acerquen a esta impactante muestra van a ser acogidos por unas salas enmoquetadas que les invitan a un ambiente de cercanía con los retratados. Cualquiera de ellos les va a sorprender por el colorido y la utilización de la luz, pero sobre todo quédense con la pieza de Wynona Ryder: es la gran joya de esta exposición.