Onformative

Poiché la consapevolezza della realtà è soggetta all’individuo, »Frammenti di RGB« è un esperimento nella deformazione di questo fenomeno attraverso l’interazione e la proiezione di punti luce. Quando lo spettatore si avvicina a uno schermo illusorio, il contenuto cambia per alterare e dissolvere la realtà percepita.
»Frammenti di RGB« sperimenta la percezione e l’illusione a vari livelli. Il classico schermo a LED come supporto è stato simulato e successivamente disintegrato creando un’ottica pixel-like utilizzando una semplice proiezione anziché generare l’intera immagine da singoli punti luce.

Anna Ridler

Mosaic Virus
Mosaic Virus (2018) e Mosaic Virus (2019) sono una serie di opere che raccolgono idee sul capitalismo, il valore e il crollo da diversi punti della storia. Il primo è un pezzo di immagine in movimento a schermo singolo che mostra una griglia di tulipani in continua evoluzione in fiore; la seconda un’installazione video su tre schermi, ognuno dei quali mostra un singolo tulipano. In entrambi i pezzi i tulipani sono controllati dal prezzo del bitcoin, cambiando nel tempo per mostrare come fluttua il mercato e rendendo esplicito questo collegamento. Tulipmania è stato un fenomeno del XVII secolo che ha visto il prezzo dei bulbi di tulipano aumentare e crollare: al culmine andando allo stesso prezzo di una casa di città di Amsterdam prima di scendere al prezzo di una cipolla. È spesso considerato un esempio di uno dei primi casi registrati di una bolla speculativa e si possono fare forti parallelismi con la speculazione in corso sulle criptovalute. C’è un’evidente connessione economica tra i due sistemi – entrambi sono spesso descritti come frenesie instabili – ma per me questa associazione va oltre il modo in cui i prezzi dei due si comportano su un grafico.

Alfredo Pirri

Passi
Palazzo Altemps
l’Opera Passi, trova in questo contesto(Palazzo Altemps) una sua collocazione ideale in quanto contiene gli stessi spunti, le stesse materie e le stesse percezioni offerte dallo spazio che l’accoglie: una visione fatta di frammenti che il tempo tende a rendere fra loro indipendenti pur in una visione unica e un clangore rumoroso e a volte fastidioso che fa da sottofondo. Nel mio lavoro il rumore dello specchio che si frantuma sotto il peso del visitatore, nel museo il rumore del passato fatto di urla, ferro contro ferro, popoli che cantano in maniera selvaggia e sguardi persi nella frase di una poesia.

MARTE.MARTE ARCHITEKTEN

RÖMERVILLA FELDKIRCH

“Gli scavi presso la villa romana di Brederis offrono importanti spunti sulla storia dell’insediamento romano nell’area di Feldkirch. Una scultura walk-in è stata collocata tra i resti delle fondamenta di due diversi tipi di case. La torre a forma di disco e il muro che crea lo spazio frammenti lungo un altopiano di forma trapezoidale mettono in scena la posizione di fronte alla raccolta di reperti. L’uso dell’acciaio corten permea il sito con un’aura storica e sottolinea l’effetto scolpito della forma libera che contribuisce a rendere il sito di scavo un punto di riferimento.” Divisare

DILLER SCOFIDIO + RENFRO

Riflessioni su una scatola di vetro
“Riflessioni su una scatola di vetro” occupa l’intero piano terra dell’edificio progettato da jean nouvel, generando un ambiente coinvolgente e accattivante suddiviso tra due spazi adiacenti della galleria. Nel primo volume, una perdita fabbricata nel soffitto genera singole goccioline d’acqua, che poi cadono da 12 punti specificati nel tetto della struttura. Ogni goccia viene quindi catturata in basso in un secchio robotico rosso che si muove in sincronia con l’acqua che cade. Allo stesso tempo, un enorme schermo LED appeso all’interno della galleria adiacente invita i visitatori a vedere il soffitto di nouvel dalla prospettiva del secchio, proiettando un’immagine ondulata e distorta.

MAURIZIO CATTELAN

マウリツィオ·カテラン
Маурицио Каттелана
Ci sono artisti che creano spunti per le riviste, e ce ne sono altri che si inventano riviste per darsi degli spunti. È il caso di Maurizio Cattelan, controverso esponente del panorama creativo contemporaneo, padovano di nascita ma “americano” per scelta, autodidatta e poi manager di sé stesso, autore, tra le altre cose, di happenings tra i più chiacchierati della storia dell’arte, quali forma di provocazione visiva estrema. Non bastassero le sue stesse produzioni a muovere gli animi, ci si mette pure una collezione, firmata a suo nome, di immagini raccolte qui e lì per poi essere impaginate insieme in un unico giornale, Toilet Paper, ideato dall’artista stesso in coppia con il fotografo Pierpaolo Ferrari e pubblicato dalla Deste Foundation for Contemporary Art di Atene.

JUN HASHIMOTO

Web Chair
Web Chair è un omaggio al web e alla sua inestricabile rete, leggera e nel contempo salda e forte. La sedia è un progetto della designer Jun Hushimoto di Junio Design, è pensata interamente in acciaio inossidabile e contiene più di 2000 punti di saldatura. E’ stata presentata tempo fa al SaloneSatellite di Milano, ma è ancora così attuale e bella nella sua semplicità! Il suo punto di forza è proprio l’estrema leggerezza, la sua caratteristica la rende adatta ad un arredo moderno, ad un spazio ufficio o al contract ed è assolutamente perfetta per chi ama cambiare posizione agli oggetti all’interno della casa.

REMAINS

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Tecnologie oggi offrono infinite possibilità di azione in ambito museale e spesso queste sono volte solamente alla spettacolarizzazione. Per questo motivo lo Studio Glowarp ha sviluppato un proprio protocollo di attuazione di una metodologia in ambito museale chiamato A.R.I.M. (Augmented Reality In the Museum) e si avvale della collaborazione di storici, archoelogi ed esperti di comunicazione per la creazione di narrazioni e storytelling digitali che puntino al senso dell’intervento lasciando alla spettacolarizzazione un ruolo importante ma non centrale nella progettazione multimediale.

MAURIZIO PARRAVICINI

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MAURIZIO PARRAVICINI

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MAURIZIO PARRAVICINI

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MICHELE DE LUCCHI

米歇尔·德卢基
ミケーレ・デ・ルッキ
Le punte di Milano
Sul tetto della Triennale ricompaiono le guglie del Duomo, forme appuntite come le idee dei milanesi che guardano al futuro, alle innovazioni, al bisogno di pensieri profondi e acuminati.
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STEVE REICH

スティーヴ・ライヒ
סטיב רייך
스티브 라이히
Стив Райх
Vermont Counterpoint
Vermont Counterpoint (1982) a été commandé par le flûtiste Ransom Wilson et est dédié à Betty Freeman. Il est composé pour trois flûtes alto, trois flûtes, trois piccolos et une partie solo, tous préenregistrés sur bande, plus une partie solo en direct. Le soliste en direct joue de la flûte alto, de la flûte et du piccolo et participe au contrepoint en cours ainsi qu’à des mélodies plus étendues. La pièce pourrait être interprétée par onze flûtistes, mais elle est principalement destinée à un solo avec bande. La durée est d’environ dix minutes. Dans ce laps de temps relativement court, quatre sections dans quatre touches différentes, avec la troisième dans un tempo plus lent, sont présentées. Les techniques de composition utilisées consistent principalement à construire des canons entre de courts motifs mélodiques répétitifs en substituant des notes à des silences, puis en jouant des mélodies qui résultent de leur combinaison. Ces mélodies ou motifs mélodiques qui en résultent deviennent alors la base de la section suivante au fur et à mesure que les autres parties environnantes de la bande contrapuntique disparaissent. Bien que les techniques utilisées en incluent plusieurs que j’ai découvertes dès 1967, la vitesse de changement relativement rapide (il y a rarement plus de trois répétitions d’une mesure), la modulation métrique dans et hors d’un tempo plus lent, et des changements de clé relativement rapides peuvent bien créer une impression plus concentrée et concise.

Steve Reich