highlike

Alfredo Pirri

Passi
Palazzo Altemps
l’Opera Passi, trova in questo contesto(Palazzo Altemps) una sua collocazione ideale in quanto contiene gli stessi spunti, le stesse materie e le stesse percezioni offerte dallo spazio che l’accoglie: una visione fatta di frammenti che il tempo tende a rendere fra loro indipendenti pur in una visione unica e un clangore rumoroso e a volte fastidioso che fa da sottofondo. Nel mio lavoro il rumore dello specchio che si frantuma sotto il peso del visitatore, nel museo il rumore del passato fatto di urla, ferro contro ferro, popoli che cantano in maniera selvaggia e sguardi persi nella frase di una poesia.

Bernd Lintermann and Peter Weibel

YOUR:R:CODE
Il titolo può essere letto in due modi diversi: l’interpretazione »your code« indica che nell’installazione i visitatori sperimentano diversi tipi di trasformazioni digitali di se stessi. Mentre entrando, un visitatore vede ancora il suo riflesso familiare in uno specchio – la rappresentazione virtuale più reale che possiamo immaginare – l’immagine speculare si trasforma gradualmente in un corpo di dati digitale finché, infine, il visitatore è ridotto a un codice leggibile industrialmente. Alla fine si libera dalla rappresentazione virtuale e si materializza in un display flip-dot. Il secondo modo di leggere il titolo del pezzo, »tu sei codice«, sottolinea che noi stessi siamo costituiti da codice, che tra l’altro si manifesta nel codice genetico.

KOHEI NAWA

Trono
Questo lavoro cerca di esprimere quella premonizione come un immenso “trono vacante fluttuante”. Se istanze di potere e autorità hanno governato sin dai tempi antichi e le piramidi forniscono un esempio, dobbiamo chiederci cosa ci riserverà il futuro. Creata con riferimento alle forme dei carri delle feste e dei santuari portatili che compaiono nei rituali e nelle festività d’Oriente, la scultura fonde le odierne tecniche di modellazione 3D con applicazioni in foglia d’oro che risalgono all’antico Egitto. Nel centro frontale c’è una stanza vuota, spazio sufficiente per far sedere un bambino di 2-3 anni, suggerendo che la nuova intelligenza è ancora in uno stato giovane. Specchietti luminosi e sferici posti al centro davanti e dietro. Realizzati in lamina di platino, rappresentano “gli occhi che guardano il mondo”, dove quello frontale guarda al futuro e il retro si riflette nel passato.

RANDOM INTERNATIONAL

Frammenti
Quasi duecento piccoli specchi identici sono disposti in una griglia per formare una superficie piatta e omogenea. Appesi alla parete, gli specchi sono ravvicinati e apparentemente statici; ma possiedono la capacità di muoversi in armonia tra loro. Avvicinandosi all’opera d’arte, i singoli specchi si girano insieme per affrontare lo spettatore, seguendolo mentre si muove. Il piano della superficie si distorce in varie forme tridimensionali: forse un’onda, una curva o un cerchio. Il riflesso si frammenta e l’oggetto apparentemente inanimato diventa simile a qualcosa di organico e vivo

DAVID ALTMEJD

大卫·阿尔特米德
The Island

David Altmejd, giovanissimo e famoso, noto per i suoi lavori fantasiosi e grotteschi in cui mescola materiali eterogenei come legno, plexiglass, minerali, specchi, fiori e capelli.