MAXIM ZHESTKOV

Optics Art Film
Optics è un film d’arte sperimentale di Maxim Zhestkov che esplora il comportamento della luce artificiale e del colore negli ambienti digitali. Mescolando lo spazio della galleria architettonica con sculture di vetro digitali generate al computer, incontriamo rifrazioni animate, aberrazioni cromatiche, riflessi colorati e altre condizioni che sono impossibili nella realtà. Una serie di prove ed esplorazioni ci guida attraverso diverse condizioni ottiche del luminoso e colorato universo digitale.

ASIF KHAN

Nuvola
Nuvola è un’opera di architettura sperimentale: un tetto galleggiante fatto semplicemente di gas elio, acqua e sapone; un baldacchino immediatamente dispiegabile per conversazioni all’ombra. Credo che in futuro l’architettura sarà leggera, intelligente e semplice, come le nuvole. L’esperimento Cloud riguarda l’inizio di quel processo per scoprire il futuro dell’architettura. Forse possiamo portare un edificio in tasca?

Ralf Baecker

A Natural History of Networks / Soft Machine
A Natural History of Networks / SoftMachine è una macchina algoritmica elettrochimica che sonda un regime materiale computazionale e tecnologico alternativo, informata dagli esperimenti di Gordon Pask sui meccanismi di apprendimento elettrochimico [↓1] e dalla ricerca attuale sulla biomimetica, sulla materia programmabile e sul liquido controllato spazio-temporalmente attuatori in metallo. Al suo interno, un apparato sperimentale elettrochimico costruito su misura (SoftMachine) crea un microcosmo fluido dinamico che compie un continuo divenire di forme, strutture e narrazioni materiche. La performance mira a provocare nuovi immaginari del macchinico, dell’artificiale e della materia. Una tecnologia radicale che collega il pensiero meccanico tradizionalmente discreto e i materiali morbidi/fluidi che consentono un comportamento auto-organizzato attraverso le loro specifiche agenzie materiali.

KARINA SMIGLA-BOBINSKI

Simulacri
file festival

“Simulacri” è un arrangiamento sperimentale optophysical. Al centro ci sono quattro pannelli per monitor LCD, assemblati sotto forma di un quadrato cavo e installati all’altezza degli occhi al centro della stanza. L’insieme appare internamente sventrato, ricoperto di vegetazione e abbracciato. Un groviglio di cavi e dispositivi di controllo si riversa al centro della riversa. Tutt’intorno diverse lenti d’ingrandimento pendono da catene. Il raggio abbagliante senza immagini dei monitor sembra come se le immagini fossero cadute da loro. Ciò che rimane è l’essenza del mezzo: la luce. È un’esperienza impressionante e meravigliosa quando le immagini appaiono improvvisamente dal bianco puro al semplice sguardo attraverso una pellicola apparentemente trasparente. Ma se giri l’obiettivo davanti ai tuoi occhi, la struttura polarizzante della pellicola crea sbalzi di colore o addirittura immagini negative complementari.

Francesca Fini

Skinned

FILE FESTIVAL

Francesca Fini è un’artista interdisciplinare focalizzata su cinema sperimentale, animazione digitale, nuovi media, installazione e performance art. “Skinned” un collage dadaista che gioca sul concetto di identità, con selfie impossibili realizzati dai protagonisti di capolavori storici della ritrattistica e dell’autoritratto. Cosa si nasconde sotto la pelle, scorticato dalle radiazioni tossiche dei telefoni cellulari? Cosa avrebbero fatto Leonardo da Vinci e Andy Warhol con questo dispositivo malvagio?

Paul Cocksedge

ポール・コックセッジ
폴 콕세지
ПОЛ КОКСЕДЖ
保罗•考克斯基
Capture

‘Capture’ è un lampada in alluminio di grandi dimensioni (1,6 metri) a forma di cupola, la cui struttura concava irradia un flusso luminoso di una luce calda e soffusa. A livello formale la lampada è caratterizzata da un netto contrasto tra la sua superficie nera esterna e la luce irradiata dall’interno. Il lavoro sperimentale di Paul Cocksedge è conosciuto per l’intenzione e la capacità di esplorare i limiti dei materiali e il suo impegno e creatività nell’innovazione tecnologica.