LUDMILA RODRIGUES

Politopo
File Festival
“Polytope” è una struttura leggera e maneggevole che coinvolge il visitatore in un’indagine spazio-corporea. È rigido e, allo stesso tempo, docile. Un vuoto che prende spazio. Il suo volume è giustapposto e riordinato attraverso l’azione del visitatore.

Bernd Lintermann and Peter Weibel

YOUR:R:CODE
Il titolo può essere letto in due modi diversi: l’interpretazione »your code« indica che nell’installazione i visitatori sperimentano diversi tipi di trasformazioni digitali di se stessi. Mentre entrando, un visitatore vede ancora il suo riflesso familiare in uno specchio – la rappresentazione virtuale più reale che possiamo immaginare – l’immagine speculare si trasforma gradualmente in un corpo di dati digitale finché, infine, il visitatore è ridotto a un codice leggibile industrialmente. Alla fine si libera dalla rappresentazione virtuale e si materializza in un display flip-dot. Il secondo modo di leggere il titolo del pezzo, »tu sei codice«, sottolinea che noi stessi siamo costituiti da codice, che tra l’altro si manifesta nel codice genetico.

Alfredo Pirri

Passi
Palazzo Altemps
l’Opera Passi, trova in questo contesto(Palazzo Altemps) una sua collocazione ideale in quanto contiene gli stessi spunti, le stesse materie e le stesse percezioni offerte dallo spazio che l’accoglie: una visione fatta di frammenti che il tempo tende a rendere fra loro indipendenti pur in una visione unica e un clangore rumoroso e a volte fastidioso che fa da sottofondo. Nel mio lavoro il rumore dello specchio che si frantuma sotto il peso del visitatore, nel museo il rumore del passato fatto di urla, ferro contro ferro, popoli che cantano in maniera selvaggia e sguardi persi nella frase di una poesia.

TROIKA

Falling Light
‘Oltre un secolo dopo che Sir Isaac Newton aveva analizzato il fenomeno dell’arcobaleno, il poeta inglese John Keats ha commentato che la scienza aveva privato la natura e l’arcobaleno del suo spettacolo riducendo la sua nozione a colori prismatici. “Falling Light” sfida questa convinzione, con un’accattivante interazione cinematografica tra i prismi di cristallo e l’esperienza soprannaturale che sono in grado di creare.
50 dispositivi meccanici sospesi al soffitto, ciascuno dei quali incorpora una lente ottica in cristallo Swarovski tagliato su misura, un motore programmato da computer e un LED bianco, costituiscono l’installazione di TROIKA “Falling Light”.
Le armature metalliche verniciate di bianco si sollevano in sincope ruotando la camma prima che la gravità le rilasci verso terra, attivando il LED per allontanarsi, più vicino alla lente di cristallo. La lente agisce come un prisma, trasformando attraverso la diffrazione la luce bianca del LED in una miriade di arcobaleno, creando a sua volta il flusso e riflusso ritmico delle goccioline sparse sul pavimento.
Sperimentando piccole gocce di luce che cadono dal soffitto sul pavimento della galleria, il visitatore è immerso in una pioggia di luce, ogni goccia circondata da un vibrante alone di colori arcobaleno. In coro, il suono ronzante del meccanismo è udibile: la luce e il suono si fondono in un’unica esperienza immersiva e multisensoriale, rafforzando l’agenda di TROIKA secondo cui la scienza non distrugge, ma piuttosto scopre la poesia nei modelli della natura. “