ALEKSANDR SOKUROV

ألكسندر سوكوروف
亚历山大·索科洛夫
Александр Сокуров
FAUST
“Faust” è, a tutti gli effetti, una summa del cinema sokuroviano, ritroviamo le inquadrature magnifiche di “Arca russa”, i colori di “Moloch”, l’immagine lavorata di “Taurus”. Ma, probabilmente, è anche il suo superamento sfruttando il digitale, i diversi formati, un uso ossessivo della luce e dei colori per creare un’opera d’arte estetizzante e unica, straniante, d’impatto. Nonostante il fetore, che lo spettatore realmente percepisce, dei corpi sventrati, gli olezzi emanati da un Mefistofele caustico e fedele servitore – il cosiddetto “povero diavolo” – , Sokurov non concede allo spettatore di immedesimarsi nel Dottor Faust perché, nonostante sia un film dove la scrittura è in primo piano, è piuttosto un’esperienza visiva estrema, fisica e disturbante. Cosa va cercando Faust in giro per la città, nel suo perpetuo rincorrere un sapere che gli è ancora oscuro? Cerca denaro, cibo, corpi, ancorato ad una materialità che non gli consente di conoscere l’Anima, di toccarla con mano. Ha bisogno di vendere l’anima al diavolo firmando col sangue una lettera talmente sgrammaticata da far terminare l’inchiostro per le numerose correzioni che apporta. Non sa che gli aspetta la solitudine eterna e che a nulla vale tumulare il suo diavolo custode.

cinema full (in italiano)

Aleksandr Sokurov

ألكسندر سوكوروف
亚历山大·索科洛夫
Александр Сокуров
Russian Ark

“Alexander Sokurov’s desire to film The Russian Arch in one continuous take required extraordinary technical solutions. Since it is physically impossible to shoot more than twelve minutes of conventional film, we had to shoot on video. However, it was only the relatively recent arrival of 24p high definition compact cameras that offered the visual quality and the ability to make this film for theaters, including transferring the digital image to a 35mm negative.With the help of German specialists a complex portable platform was designed to meet the demands of the scenario which included precise architectural plans, highlighting the distance of 1300 meters covered by the course of the action. It was decided that the only way to move the camera would be to use a steadycam, although we could not be sure until after the final image that such a long steadycam shot would be possible, given the physical performance. extreme demanded from the German cinematographer, Tilman Büttner. After months of rehearsals, the 867 actors and extras, the three “live” orchestras all had to know their position and precise roles “. It’s just amazing.

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