RHIZOMATIKS RESEARCH ELEVENPLAY KYLE MCDONALD

Figure Discrete
Esecutori umani incontrano corpi generati dal computer, visualizzazioni calcolate del movimento incontrano droni svolazzanti! L’intelligenza artificiale e le macchine di autoapprendimento fanno apparire questa tavolozza inedita di progetti di movimento, progetti che trascendono di gran lunga i confini dell’articolazione umana, consentendo uno sguardo profondo nel mondo astratto dell’elaborazione dei dati. Il team di Rhizomatiks Research, guidato dall’artista, programmatore, designer dell’interazione e DJ giapponese Daito Manabe, riunisce il potere collettivo con un numero di esperti, tra cui i cinque ballerini ELEVENPLAY del coreografo MIKIKO e dell’artista di programmazione Kyle McDonald. Il risultato è un’immagine mozzafiato, realizzata magnificamente, insomma: visivamente sbalorditiva.

NOHLAB

Prima materia
Prima materia, come primo elemento, l’onnipresente materiale di partenza richiesto per i processi alchemici, rivela la trasformazione dei nostri tempi.La materia di tutte le forme crea varie trasmutazioni, attaccate ai processi di laboratorio, cambiamenti di forma e colore in 3D, usati come modello per il processo di individuazione e come dispositivo nell’arte e nella tecnologia. Quella materia pura, esistente in natura, viene convertita in altri corpi imperfetti con cui interagisce, e in questo modo viene riscoperta e portata in primo piano dall’arte e dalla tecnologia.

STINE DEJA

Utero Termico
“Thermal Womb, una scultura di figura sospesa a testa in giù che richiama la pratica della crioconservazione. La struttura è infatti una replica del meccanismo utilizzato da aziende come Alcor, che prepara i corpi prima che vengano immersi nell’azoto liquido, figure congelate a tempo indefinito, in attesa che la tecnologia le raggiunga e le faccia rivivere. La componente cinematografica del lavoro rivela un paio di luminosi occhi blu, la cui unica animazione è battere le palpebre, aggiungendo uno strato basato sul tempo alla natura altrimenti statica del pezzo. Stephanie Cristello

ALEKSANDR SOKUROV

ألكسندر سوكوروف
亚历山大·索科洛夫
Александр Сокуров
FAUST
“Faust” è, a tutti gli effetti, una summa del cinema sokuroviano, ritroviamo le inquadrature magnifiche di “Arca russa”, i colori di “Moloch”, l’immagine lavorata di “Taurus”. Ma, probabilmente, è anche il suo superamento sfruttando il digitale, i diversi formati, un uso ossessivo della luce e dei colori per creare un’opera d’arte estetizzante e unica, straniante, d’impatto. Nonostante il fetore, che lo spettatore realmente percepisce, dei corpi sventrati, gli olezzi emanati da un Mefistofele caustico e fedele servitore – il cosiddetto “povero diavolo” – , Sokurov non concede allo spettatore di immedesimarsi nel Dottor Faust perché, nonostante sia un film dove la scrittura è in primo piano, è piuttosto un’esperienza visiva estrema, fisica e disturbante. Cosa va cercando Faust in giro per la città, nel suo perpetuo rincorrere un sapere che gli è ancora oscuro? Cerca denaro, cibo, corpi, ancorato ad una materialità che non gli consente di conoscere l’Anima, di toccarla con mano. Ha bisogno di vendere l’anima al diavolo firmando col sangue una lettera talmente sgrammaticata da far terminare l’inchiostro per le numerose correzioni che apporta. Non sa che gli aspetta la solitudine eterna e che a nulla vale tumulare il suo diavolo custode.

cinema full (in italiano)

matthew bird

parallaxis
In a new moving-image work by Melbourne-based artist and architect Matthew Bird, two bodies move across the land, working with large cylindrical instruments. We witness them map and survey a terrain analogous to universal physical and psychological locations, each revolution marking a paradoxical attempt to pin an earthly position through perpetual movement. Playing on the human need to understand our relationship to the people and places around us, Parallaxis considers the potential for architectural processes and measurements to act as a foundation for structures of understanding.

WILL DORNER

ويلي دورنر
威利·多纳
Вилли Дорнер
Bodies in urban spaces

Willi Dorner è un artista austriaco che ha realizzato una serie di installazioni/performance di strada sotto il titolo Bodies in urban spaces. In queste i corpi umani e lo spazio pubblico si fondono nel contesto di performance di ballerini e atleti, che prendono possesso di spazi urbani altrimenti scarni, grigi, inanimati e anonimi, provocando un effetto tanto straniante quanto armonioso rispetto alla percezione di quelli.

MARCEL VAN DER VLUGT

Марселя ван дер Влагта
マルセル·ファン·デル·フルーフト
“I Like…”

Marcel van der Vlugt è un fotografo olandese, nato a Naaldwijk nel 1957. Il suo lavoro, che si divide in diverse serie, racconta un mondo misterioso pieno di bellezza. Le sue immagini mostrano corpi fatti di fiori appassiti, occhi bendati e nudi seducenti.

lucy mcrae

ЛЮСИ МАКРЕЙ
ルーシー·マクレー
לוסי מקריי
露西·麦克雷
لوسي مكراي

Nelle sue produzioni l’artista australiana sfida, infatti, i confini del perimetro della pelle; li estende e li fonde con l’ambiente circostante. I suoi corpi ‘aumentati’ rivelano un’estetica low-tech, fatta di carta, colla, tubi, palloncini e liquidi, e sono spesso abitati da organi esterni ed effimeri, quasi a sottolineare la fragilità del corpo umano e dei suoi equilibri[…]

JULIEN PALAST

جوليان بالاست
朱利安皇宫
줄리앙 팔 라스트
ЖЮЛЬЕН ПАЛАС
SKINDEEP SERIES

Il fotografo francese Julien Palast ha sviluppato la serie SkinDeep, un progetto artistico basato sulla bellezza della silhouette maschile e femminile. I corpi, intrappolati in una pellicola plastica, emergono in un sinuoso gioco di curve e colori vivaci.

Karla Black

卡拉布莱克

Karla Black costruisce sculture site-specific su larga scala utilizzando materiali amorfi ma quotidiani, dallo sporco, al gesso e all’impasto fino alle polveri, agli spray e alle sostanze appiccicose che usiamo per rivestire i nostri corpi. Il suo lavoro reagisce alla luce e allo spazio di ogni sito con un senso di gioco e indeterminatezza. In forme che sembrano sempre sull’orlo del collasso, l’insignificante e il luogo comune sono resi trascendenti attraverso dimensioni e scala, grandi astrazioni infuse di un senso di entropia.

Nirma Madhoo

Future Body

A stiff cyborg, fixed with a glazed and expressionless stare, dips her fingers into an alien-like amniotic fluid. Gravity shifts as droplets reverse upwards, forming a pulsing headpiece that encases her smooth, almost porcelain skull. ‘Future Body’, a new film by Nirma Madhoo, uses CGI and animated 3D modelling to explore technological embodiment, enacting it in a character that transgresses expected gender roles in a newly mechanised system of digital-infused aesthetics.
Set in the clinical, segmented interiors of a simulated hyper-real space, Madhoo’s cyborg is found dressed for battle, in pieces forming exoskeletons, a spinal scorpion’s tail and mantis-like shoes, designed by Iris van Herpen. A collision between her human and technological self is physicalised as she undergoes mitosis, splitting into two and performing a combative dance with her duplicate.
Currently showing in Melbourne in an exhibition titled ‘Fashion Performance: Materiality, Meaning, Media’, alongside work from Hussein Chalayan, BOUDICCA and POSTmatter collaborator Bart Hess, it offers a glimpse into the collapse of gender, species and machine into one another, in turn reimagining the future for fashion design and communication.

YUNG CHENG LIN

ЮНГ ЧЕНГ ЛИН
يونغ تشنغ لين

Gli esperimenti fotografici dell’artista Cheng Yung Lin, noto anche come 3cm, mostrano l’anatomia umana da un’altra angolazione, utilizzando elementi come: linee, piante, dolci, tra gli altri, immaginando composizioni surreali e geometriche. Alcune delle fotografie concettuali sono intense e inquietanti e ci fanno dubitare della relazione tra i nostri corpi e la materia organica.

JULIAN GÖTHE

جوليان جوته
Scorpio’s Garden

QUAYOLA AND MEMO AKTEN

Forms
Forms è una collaborazione tra gli artisti visivi di Memo Akten e Quayola, una serie di studi sul movimento umano, e i suoi riverberi attraverso lo spazio e il tempo. Si ispira alle opere di Eadweard Muybridge, Harold Edgerton, Étienne-Jules Marey così come analogamente si ispirano ad opere moderniste cubiste come quelle di Marcel Duchamp “Nude Descending a Staircase No.2″. Piuttosto che concentrarsi su traiettorie osservabili, esplora le tecniche di estrapolazione per scolpire forme astratte, visualizzando le relazioni invisibili, la potenza, l’equilibrio, la grazia e i conflitti tra il corpo ei suoi dintorni. Il progetto analizza gli atleti e di come questi spingono i loro corpi per le loro capacità estreme, con i loro movimenti plasmati da un processo evolutivo per le prestazioni vincenti.