DAIRAKUDAKAN

大駱駝艦
THE GOLDENS

Fundada en 1972 como una de las primeras compañías de danza Butoh, Dairakudakan es formado por Akaji Maro, basado en los principios “Tempu-Tenshiki” (‘nacer en el mundo es ya de por si tener un gran talento’), creado por Maro, y “Miburi-Teburi” (‘uso de las manos y el cuerpo’). Esta agrupación aparece en la escena internacional en 1982 con el estreno mundial de “Kaiin no Uma ” (El Caballo del Marinero) en Avignon, Francia. Desde entonces la palabra “butoh” ha tenido un gran impacto en otras formas de danza contemporánea.

Dairakudakan

大駱駝艦
THE GOLDENS
Butoh Dance Performance
la compagnie Dairakudakan a largement contribué à la renommée internationale du butô avec ses créations baroques et spectaculaires…

AES+F

The Feast of Trimalchio: Arrival of Golden Boat

Del Satyricon di Petronio, spiritoso e lirico malinconico dell’epoca dell’imperatore Nerone, ci pervenne quasi intatto solo il capitolo dedicato alla cena di Trimalcione. La fantasia di Petronio fece del nome di Trimalcione il simbolo della ricezza e del lusso, del vizio della gola e della lussuria in barba alla fugacità della vita umana.
Abbiamo cercato di presentare qualcosa di simile nelle realta` del Terzo Millennio. Così, abbiamo visto Trimalchione, ex servo, liberto, nuovo ricco che dà conviti di molti giorni nel suo palazzo, invece che una persona, come un’immagine generalizzata di un hotel di lusso, una sorta di paradiso terrestre, il soggiorno in cui è prepagato.
Gli ospiti dell’hotel – i ‘padroni’, esponenti del “miliardo dorato”, cercano di dedicare parte del loro tempo, in qualsiasi stagione, al soggiorno presso Trimalcione odierno che ha arredato il proprio palazzo – hotel con il massimo esoticismo e lusso. L’architettura del Palazzo Hotel rappresenta un’assurda sintesi della spiaggia tropicale con la stazione sciistica. I ‘padroni’ indossano abiti bianchi che sembrano, da una parte, l’uniforme dei giusti dell’Eden temporaneo, dall’altra, la tradizionale uniforme coloniale, e, al contempo, una collezione estiva alla moda. I ‘padroni’ impersonano tutte le caratteristiche dell’umanità: ci sono, tra di loro, personaggi dai bambini ai vecchioni, hanno certi segni psicologici e sociali: un pofessore è dissimile da un broker, una donna di mondo da una intellettuale. I ‘servi’ di Trimalcione, giovani e carini esponenti di vari continenti (asiatici, africani, latinoamericani), il personale dell’industria alberghiera, dalle cameriere ai cuochi, ai giardinieri, alle guardie e ai massaggiatori. Sono tutti giovani e belli e indossano uniformi tradizionali di vario colore a seconda dell’etnia. Sono una specie di ‘angeli’ “di colore” del paradiso al quale i ‘padroni’ possono accedere per un certo tempo.

 

vadim zakharov

Захаров, Вадим Арисович
danaë installation

Drawing from the perpetually revisited myth of Zeus and Danae, an installation by Vadim Zakharov in the Russian pavilion at the Venice Biennale 2013 used consumable objects and the sequence of architectural spaces to make manifest underlying ideas about ‘rudeness, lust, narcissism, demagoguery, falsehood, banality, and greed, cynicism, robbery, speculation, wastefulness, gluttony, seduction, envy, and stupidity.’ the impregation of danae occurs when zeus appears to her as a golden shower after she is locked in a tower to prevent the professed death of her father. gender dynamics and the poetic cycle of gestation are reconstructed spatially with a total use of the pavilion– a first in the history of the building.