PETER WILLIAM HOLDEN

Vicious Circle

file festival

Come molti della mia generazione, sono cresciuto succhiando un tubo a raggi catodici e facendo il bagno nelle onde radio. Tutto questo è rappresentato all’interno del mio lavoro, in un collage di movimento, luce e suono. Attualmente con il mio lavoro sto esplorando modi per dissolvere i confini tra cinematografia e scultura. Le mie recenti ricerche su questo tema hanno coinvolto l’uso di computer combinato con elementi meccanici per creare installazioni simili a mandala. Queste installazioni sono il mio mezzo e le uso per creare animazioni effimere. Questa effimera coreografia di movimento è il punto focale del mio lavoro. Credo che questo fascino per le immagini in movimento e la trasformazione degli oggetti derivi dalla mia giovinezza, dove i primi computer domestici degli anni ’80 mi hanno dato uno sguardo nel meraviglioso mondo della matematica applicata. Su questi computer è stato possibile con codici semplici generare fantastici schemi e suoni astratti e quell’incontro ha distrutto per sempre il confine nella mia mente tra astratto e reale. Anche la danza gioca un ruolo significativo nel mio lavoro; Sono stato attratto dalla musica elettronica. L’electro con il suo suono sintetizzato mi ha introdotto alla break-dance e la mia anima è stata catturata dalla bellezza del movimento fisico coreografato.

Daniel Rozin

Darwinian Rotating Lines Mirror
Questo è il terzo pezzo della serie di Darwinian Software Mirrors. In queste opere la “pressione evolutiva” programmata spinge le opere d’arte ad assomigliare all’immagine speculare dello spettatore. Coinvolgendo lo spettatore con una risposta interattiva, ogni opera varia le proprietà formali di linea, luminosità e tempo, poiché le immagini basate sullo schermo sono costruite in modo improvvisato.

MEDIATED MATTER

MEDIATED MATTER – Silk Pavilion II
Bloom è un’installazione interattiva che reagisce al movimento e ai gesti del pubblico. Utilizzando un’interattività laser touch, il pubblico genera fiori digitali in fiore che creano una composizione sonora che cambia in base all’azione dell’utente. Costruita secondo un approccio parametrico di architettura sonora e visiva, l’installazione si presenta come un sistema con un elevato processo di creazione casuale. In questo senso, ogni interazione è unica e inimitabile. Il pubblico comunica direttamente al mondo digitale usando il movimento delle mani creando luci e immagini astratte. Questo esplora la pratica del movimento umano per facilitare l’espressione e la comunicazione del movimento e per progettare e sviluppare nuovi paradigmi per l’interazione con i computer attraverso il movimento.

DEVORAH SPERBER

L’artista di New York Devorah Spencer crea arte pixelata a mano. Sono bellissime astrazioni che a prima vista ci sono familiari, ma non si vedono bene finché non lo facciamo con il “binocolo rovesciato” che ci permette di contemplare l’opera nella sua interezza. Ad aggiungere complessità alla materia, il materiale con cui riproduce le opere sono bobine di filo colorato o scovolini, con i quali ottiene gli effetti sorprendenti visti nelle immagini.

Fuse

Artificial botany
Artificial Botany è un progetto che esplora le potenzialità espressive delle illustrazioni botaniche attraverso l’utilizzo di algoritmi di apprendimento automatico. Prima dell’invenzione della fotografia, le illustrazioni botaniche erano l’unico modo per archiviare visivamente le molteplici specie di piante esistenti al mondo. Queste immagini sono state usate da fisici, farmacisti e scienziati botanici per l’identificazione, l’analisi e la classificazione delle specie.

KARINA SMIGLA-BOBINSKI

Simulacri
file festival

“Simulacri” è un arrangiamento sperimentale optophysical. Al centro ci sono quattro pannelli per monitor LCD, assemblati sotto forma di un quadrato cavo e installati all’altezza degli occhi al centro della stanza. L’insieme appare internamente sventrato, ricoperto di vegetazione e abbracciato. Un groviglio di cavi e dispositivi di controllo si riversa al centro della riversa. Tutt’intorno diverse lenti d’ingrandimento pendono da catene. Il raggio abbagliante senza immagini dei monitor sembra come se le immagini fossero cadute da loro. Ciò che rimane è l’essenza del mezzo: la luce. È un’esperienza impressionante e meravigliosa quando le immagini appaiono improvvisamente dal bianco puro al semplice sguardo attraverso una pellicola apparentemente trasparente. Ma se giri l’obiettivo davanti ai tuoi occhi, la struttura polarizzante della pellicola crea sbalzi di colore o addirittura immagini negative complementari.

RYOJI IKEDA

Micro Macro
micro | macro trasforma il padiglione E del MuseumsQuartier in un enorme mondo di immagini e suoni in movimento. Nella sua installazione immersiva, l’artista multimediale Ryoji Ikeda crea un campo di immaginazione tra fisica quantistica, sperimentazione empirica e percezione umana. In collaborazione con scienziati nucleari del CERN, Ikeda ha tradotto complesse teorie fisiche in un’esperienza sensoriale. La scala di Planck viene utilizzata dagli scienziati per indicare lunghezze o intervalli di tempo estremamente ridotti. Concetti come spazio e tempo perdono il loro significato oltre questa scala e la fisica contemporanea deve fare affidamento su teorie speculative. E sull’arte. Visitatori di micro | macro entra in un mondo di dati, particelle, luce e suono che rende gli estremi dell’universo percettibili all’occhio e all’orecchio. Nel micro mondo penetriamo nelle più piccole dimensioni dell’irrappresentabile, mentre nel macro mondo decolliamo in distese cosmiche che ci permettono di sperimentare lo spazio infinito oltre l’universo osservabile. In questo vortice di dati, un fuoco d’artificio acustico e visivo colma il divario tra la comprensione teorica e la percezione sensuale.

QUADRATURE

Supraspettivi
Nel processo di creazione di Supraspectives, il duo di artisti Quadrature ha raccolto i dati di 590 satelliti spia (recenti e precedenti), la cui traiettoria segue l’installazione. Un terzo di loro può essere considerato spazzatura spaziale, poiché sono obsoleti o danneggiati, ma continuano comunque a sorvolare noi. L’installazione calcola in tempo reale i percorsi di tutti quei satelliti e ricostruisce speculativamente la vista che stanno catturando, offrendo immagini intervenute artisticamente di ciò che i satelliti potrebbero osservare. Vengono selezionati principalmente i satelliti che transitano nei pressi della sede espositiva, abbinati ad altre immagini satellitari particolarmente interessanti o suggestive. Inoltre, un’antenna motorizzata appositamente costruita sul tetto si collega in diretta con i satelliti che sorvolano Tabakalera, trasformando i loro veri segnali radio in suono. Ogni volta che l’installazione si collega con un satellite, lo schermo mostra i dati ad esso relativi, come paese di origine o anno di lancio.

NED KAHN

Tornado
Un vortice alto 3 metri è formato da soffianti d’aria e una macchina del fumo ad ultrasuoni all’interno di una scultura installata nell’atrio adiacente al Giardino d’inverno. Il vortice cambiava continuamente forma in risposta alle correnti d’aria circostanti, che conferivano al vortice un aspetto irregolare e realistico. Gli spettatori sono stati incoraggiati a modificare la forma del vortice con le mani. Il nucleo calmo e centrale del vortice è chiaramente evidente. I progetti scientifici interattivi di Kahn lasciano pochi dubbi sulla sua padronanza dei processi meteorologici. Attraverso la sua immensa capacità tecnica, dimostra la versatilità dei sistemi turbolenti, come i vortici del vento e dell’acqua. Utilizza diverse tecnologie meccaniche, pneumatiche ed elettriche per progettare, costruire e perfezionare le sue installazioni. È così che costruisce immagini della natura incredibilmente complesse ma comprensibili che rispondono agli spettatori, si conformano alle strutture architettoniche e rivelano le condizioni ambientali.

ASIF KHAN

MegaFacces
Valentin Spiess di iart, spiega come funziona il sistema. «Dietro il telone ci sono più di 10mila cilindri telescopici estensibili, sormontati da una sfera con il LED colorato. Quando la persona da ritrarre entra nel gabbiotto per il selfie, vengono scattate 5 immagini che un computer assembla in un rendering 3D. Una volta terminato il disegno, le informazioni vengono inviate al sistema che regola il posizionamento dei cilindri telescopici che si mettono nella posizione giusta per far apparire il viso prescelto». Il sistema è stato costruito in modo da poter essere riutilizzato. Come una specie di Mount Rushmore mobile e per tutti.

Rino Stefano Tagliafierro

Beauty
In questa interpretazione di Rino Stefano Tagliafierro la bellezza è riportata alla forza espressiva di un gesto che egli scaturisce dall’immobilità del quadro, animando un sentimento sottraendolo alla fissità museale. Come se in quelle immagini che la storia dell’arte ci ha consegnato fosse congelato un movimento che l’oggi può rivitalizzare grazie al fuoco dell’inventiva digitale.

MAURIZIO CATTELAN

マウリツィオ·カテラン
Маурицио Каттелана
Ci sono artisti che creano spunti per le riviste, e ce ne sono altri che si inventano riviste per darsi degli spunti. È il caso di Maurizio Cattelan, controverso esponente del panorama creativo contemporaneo, padovano di nascita ma “americano” per scelta, autodidatta e poi manager di sé stesso, autore, tra le altre cose, di happenings tra i più chiacchierati della storia dell’arte, quali forma di provocazione visiva estrema. Non bastassero le sue stesse produzioni a muovere gli animi, ci si mette pure una collezione, firmata a suo nome, di immagini raccolte qui e lì per poi essere impaginate insieme in un unico giornale, Toilet Paper, ideato dall’artista stesso in coppia con il fotografo Pierpaolo Ferrari e pubblicato dalla Deste Foundation for Contemporary Art di Atene.

Anthea Hamilton

Project for Door (After Gaetano Pesce)
37 anni, Anthea Hamilton è già riuscita ad affermarsi sulla scena artistica britannica e internazionale. Presentando opere ibride tra il kitsch e il surreale, l’artista inglese si interessa alla rielaborazione di immagini e ai modi di rappresentazione mediali moderni. Di grande teatralità, le sue opere rivedono sotto una nuova luce oggetti, capi d’abbigliamento o immagini pre-esistenti, in un processo che vede come protagonista la messa in discussione della loro immutabilità – dove significante e significato vengono scomposti e riassemblati in combinazioni spesso ironiche e mai scontate.

ASIF KHAN

アシフ·カーン
아시프 칸/
Асиф хан
megaface

Valentin Spiess di iart, spiega come funziona il sistema. «Dietro il telone ci sono più di 10mila cilindri telescopici estensibili, sormontati da una sfera con il LED colorato. Quando la persona da ritrarre entra nel gabbiotto per il selfie, vengono scattate 5 immagini che un computer assembla in un rendering 3D. Una volta terminato il disegno, le informazioni vengono inviate al sistema che regola il posizionamento dei cilindri telescopici che si mettono nella posizione giusta per far apparire il viso prescelto». Il sistema è stato costruito in modo da poter essere riutilizzato. Come una specie di Mount Rushmore mobile e per tutti.

MARCEL VAN DER VLUGT

Марселя ван дер Влагта
マルセル·ファン·デル·フルーフト
“I Like…”

Marcel van der Vlugt è un fotografo olandese, nato a Naaldwijk nel 1957. Il suo lavoro, che si divide in diverse serie, racconta un mondo misterioso pieno di bellezza. Le sue immagini mostrano corpi fatti di fiori appassiti, occhi bendati e nudi seducenti.

Stanza

The Nemesis Machine
via highlike submit

The Nemesis Machine è una grande installazione (adattata a ogni luogo in cui viene esposta) che è una città in miniatura. Visualizza la vita nella metropoli sulla base dei dati trasmessi da Londra. Quindi la città costruita a Bruges utilizzando componenti elettronici riflette in tempo reale ciò che sta accadendo dall’altra parte della Manica. Piccole telecamere mostrano le immagini dei visitatori in modo che diventino parte della città.Una mini metropoli meccanica funziona su dati urbani in tempo reale. L’opera d’arte cattura i cambiamenti nel tempo nell’ambiente (città) e rappresenta la vita mutevole e la complessità dello spazio come un’opera d’arte emergente. L’opera d’arte esplora nuovi modi di pensare alla vita, all’emergenza e all’interazione all’interno dello spazio pubblico. Il progetto utilizza tecnologie di monitoraggio ambientale e tecnologie basate sulla sicurezza, per mettere in discussione le esperienze del pubblico degli eventi in tempo reale e creare visualizzazioni della vita mentre si svolge. L’installazione va oltre la semplice interazione da parte del singolo utente per monitorare e rilevare in tempo reale l’intera città e rappresentare interamente le complessità della città in tempo reale come un sistema complesso in mutamento, i dati e le loro interazioni, ovvero gli eventi che si verificano nell’ambiente che circonda e avvolge l’installazione – si traducono nella forza che dà vita alla città elettronica provocando il movimento e il cambiamento – cioè, nuovi eventi e azioni – che si verificano. In questo modo la città si esibisce in tempo reale attraverso il suo avatar fisico o doppio elettronico: la città si esibisce attraverso un’altra città. Causa ed effetto diventano evidenti in modo discreto e intuitivo, quando determinati eventi che si verificano nella città reale fanno sì che certi altri eventi si verifichino nel suo doppio completamente diverso, ma perfettamente incorporato. La città avatar non è solo controllata dalla città reale in termini di funzione e funzionamento, ma anche completamente dipendente da essa per la sua esistenza.

Du Zhenjun

Babel

Il primo sinonimo di disordine che compare sul dizionario è babele, con la lettera minuscola
Du Zhenjun trasforma il mondo in una nuova torre di Babele, ma non pensate che questa Terra lo sia già? Non c’è già troppo disordine, ingiustizia e incomprensione?
Il primo sinonimo di disordine che compare sul dizionario è babele, con la lettera minuscola. E nemmeno a farlo apposta tutte le conseguenze della confusione voluta da Dio sono qui, come a giustificare questo aggettivo. Incarniamo la superbia e la supremazia sul mondo, lo stesso che Egli voleva che abitassimo.
Nelle immagini proposte da Du Zhenjun osserviamo una composizione standard: al centro è sempre presente un’interpretazione della Torre, varie forme, varie strutture, varie visioni. Poi tutt’intorno aleggia un’atmosfera grigia, l’atmosfera della realtà. Un ammasso di cose, persone e edifici. Sono parti di fotografie, o meglio di reportage giornalistici, di guerra e non solo.
L’origine della fonte di luce non la individuiamo, è nell’aria: tutto è illuminato, come nelle stampe composite di fine ottocento, antenate del fotomontaggio.

NICK KNIGHT

ニックナイト
НИК НАЙТ
ניק נייט
닉 나이트
Nick Knight è un grande artista inglese, praticamente il guru della comunicazione contemporanea. Non lo conoscevo prima di vedere l’ultima sfilata di Alexander McQueen intitolata Plato’s Atlas. Documentandomi un pò ho scoperto poi essere l’artefice di una miriadi di immagini, conosciute e viste praticamente credo da tutti noi.

Tom Beddard

ТОМ БЕДДАРД
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Dopo il dottorato, il mondo del boom di Internet “dot-com” era più attraente del mondo accademico, quindi Tom è diventato uno sviluppatore web specializzato in sistemi di gestione dei contenuti di e-commerce. Negli ultimi dieci anni Tom ha lavorato per una varietà di agenzie in Scozia e ora lavora attualmente alla 55 Degrees di Glasgow, specializzata in mostre museali interattive e produzione video. Tom si considera un “programmatore creativo”, un tecnico che apprezza anche l’estetica. Il suo sito, subblue.com, è dove scrive programmi e plugin che esplorano la grafica matematica e generativa. Ove possibile, questi esperimenti sono interattivi e hanno il codice sorgente disponibile per il download. L’esposizione del suo sito e dei plug-in Photoshop e After Effects che ha rilasciato hanno portato alla creazione di copertine di libri, video musicali e immagini di scena.