Steven Gawoski

Trench Denizens in Blue

The function of my art, visually, is to reconstitute subjects presented through scientific research, (via electron micrography, deep sea photography, or deep space imagery) into idealized forms. This method is perhaps more akin to an 18th century naturalist’s catalogue of documented specimens from far off lands, returning to be deciphered and judged under the reigning doctrines of the day.

ONFORMATIVE

Fiume serpeggiante
Nel tempo, i paesaggi vengono gradualmente modellati dalle forze naturali. Indiscernibile ad occhio nudo, percepiamo solo un momento alla volta. Le fluttuazioni e il movimento ritmico dei fiumi sono uno sguardo nel passato, poiché le tracce testimoniano le continue trasformazioni che ci circondano.

Alexander Ponomarev

Punto di vista
Ex marinaio della flotta sovietica, poi ufficiale della marina mercantile, ingegnere di formazione, dai primi anni novanta comincia a dare vita a seducenti invenzioni che si collocano al limite tra arte e tecnologia. Le opere di Ponomarev – le sue azioni, installazioni, disegni, fotografie – hanno una forza concreta, dinamica ed icastica che si manifesta sempre attraverso azioni complesse e articolate nel tempo. Nel suo lavoro la lotta contro gli elementi naturali, il perfezionamento continuo della tecnica e le reazioni alla forza del caso si costituiscono in Avventura. L’arte di Ponomarev è Avventura allo stato puro. Non ha nulla di istantaneo, immediato, di breve durata, ma trasforma la realtà nel tempo. In esse è inscritto un senso del tempo come avventura che modifica la stessa percezione del mondo e il corpo dello spettatore, che si sente proiettato in una dimensione finzionale dinamica, articolata, avventurosa.

HENTSCHLÄGER AND LANGHEINRICH

Akemi Takeya
Granular Synthesis

“From a few expressions on the face of the performer Akemi Takeya to a frenzied exploration of the alter ego, any known context of meaning ends in the dissolved movements, is stalled in denaturalized redundancy, in machine pain. The semantic void is too loud to be amenable to meditative reception. The frontal images, the rhythmic structures generate contradictory emotions and great strain.”

DAVID ALTMEJD

大卫·阿尔特米德

Dans son travail de réflection, il y a de l’érotique et de l’onirique en quantité, et son intérêt pour la transformation des corps nous place d’emblée du côté d’un rapport intime et empathique à ses grands lycanthropes qui nous ressemblent, captés en pleine transformation et comme coincés quelque part entre l’humain et l’animal, le vivant et le minéral.

Ses oeuvres sont complexes et souvent autoréférentielles : des moulages et des objets sont mis en scène dans un décor exubérant, chargé d’ornements, de bijoux, de breloques et de toutes sortes de choses scintillantes. Il y a des fleurs aussi, des écureuils naturalisés, des ossements, des cheveux synthétiques, des cristaux, le morbide toujours inextricablement mêlé à une étrange beauté qui n’est jamais très loin du monde de l’enfance. Il y a aussi l’idée de la décapitation, de la douleur et de la violence.

Igor Siwanowicz

Devil’s Flower Mantis
“Ten years ago I decided to change my field of research to one that is more in tune with my naturalist’s interests. Neurobiology is the study of cells of the nervous system and the organization of these cells into functional circuits that process information and mediate behavior. Insects, having a relatively simple and hence easier to study, nervous system, are commonly used as models, the premise being that on the most basic level of relatively simple neuronal networks we have a lot in common. It was my extracurricular expertise in invertebrate anatomy and macro photography that made the transition possible.”

charles pétillon

Il fotografo francese Charles Pétillon ha creato una serie dal titolo Invasion, un progetto che ricorda in parte l’idea di The RedBall Project dell’artista Kurt Perschke o le Balloon Sculptures di Hans Hemmert. Centinai di palloncini bianchi straripano da spazi architettonici, quartieri e paesaggi naturali. Ogni foto diventa una metafora, una sensazione, o un’evoluzione dell’universo urbano. Gli scatti mirano a cambiare la nostra percezione del paesaggio che incontriamo tutti i giorni, trasformano un luogo comune in uno spazio inconsueto e straniante che ci spinge a osservare il quotidiano con occhi diversi.

john de andrea

جون دي اندريا
존 드 안드레아
ジョン·デアンドレア
ДЖОН ДЕ АНДРЕА
John De Andrea, (born November 24, 1941, Denver, Colorado, U.S.), American Super-realist sculptor known for his detailed life-size female nudes depicted in naturalistic poses. He is associated with the Photo-realist and Verist art movements.

Luca Pozzi

Cyclops Spring-8
Artista visivo, ricercatore culturale e mediatore interdisciplinare conduce un programma di ricerca teso alla formulazione di una visione onnicomprensiva dell’esperienza, capace di estenderne le possibili corrispondenze emergenti a una dimensione del sapere più ampia e libera da specificità del caso. Avvalendosi dei contributi teorici espressi da ricercatori e artisti coinvolti indirettamente nei progetti finora realizzati (mediante conversazioni in forma di intervista) e dell’impiego di media e materiali differenti, l’artista realizza insiemi installativi ibridi caratterizzati da un originale utilizzo della forza di gravità, intesa come strumento di riflessione sull’uomo e sulle misteriose leggi fisiche che sottendono ai processi naturali.

Myeongbeom Kim

МИЕОНГБЕОМ КИМ
김명범
Untitled Rope Installation

Après avoir étudié la sculpture à l’Université de Séoul, il complète ses études à l’Institut des Beaux-Arts de Chicago et devient rapidement un sculpteur assez connu grâce à un style surréaliste et provocateur, en utilisant en particulier des éléments déjà présents dans la nature. L’artiste utilise abondamment l’équilibre et la suspension dans ses oeuvres, pour explorer le frontière entre la naturalité et l’artificialité. Un travail intéressant dans la grande tradition de l’art surréaliste.

PAULINE VAN DONGEN

wearable solar

There is nothing natural in nature; technology makes our humanness giving form to our surroundings. The human habitat reveals a techno-morphed structure that can no longer be hidden behind the vestiges of a natural world: technology has to be naturalized. Pauline van Dongen researches the body in a technologically textured space. After graduating from ArtEZ, Academy of the Arts in Arnhem, the Netherlands, she started her own womenswear label in 2010. Pauline operates a meticulous research of the behaviour of experimental and high-tech materials, combining new technologies with traditional techniques to constantly renovate craftsmanship. Working closely with companies from the field of science and innovation, Pauline aims to merge fashion and technology giving life to scientific creations.

ROSEMARIE TROCKEL

罗斯玛丽特洛柯尔的
РОЗМАРИ ТРОКЕЛЬ

Cosmos

A Cosmos riflette l’interesse dell’artista nel creare uno spazio in cui le idee possano esistere tra diverse discipline, passate e presenti. Molti degli oggetti e delle opere d’arte, selezionati da Trockel in dialogo con la curatrice Lynne Cooke, producono un contesto per il lavoro dell’artista all’interno di altri campi di indagine, come le scienze naturali e la storia naturale. Gli acquerelli dipinti dalla pioniera botanica Maria Sibylla Merian si trovano accanto a intricati modelli di invertebrati marini realizzati da Leopold e Rudolph Blaschka, inizialmente utilizzati come strumenti di ricerca da naturalisti che non avevano accesso a esemplari viventi. Per più di trent’anni Trockel ha resistito a uno stile identificabile, lavorando in una varietà di materiali, tra cui lana, bronzo e oggetti trovati, e una gamma di mezzi, tra cui fotografia, collage, video e assemblaggio. Le costanti della sua pratica ad ampio raggio includono questioni che hanno a lungo occupato il suo pensiero e che hanno sostenuto la sua diversa attività, come le idee contrastanti del femminismo e le divisioni costruite tra dilettante e professionista, celebrità e anonimato, e il fine e applicato. arti. Più in generale, attraverso i suoi lavori Trockel sonda non solo le interrelazioni tra esseri umani e animali, ma anche il nostro impatto, come specie, sul mondo naturale.

MAD ARCHITECTS

Taichung Convention Center
“Das Taichung Convention Center ist als ein kontinuierliches Geflecht aus Architektur und Landschaft konzipiert, das die Grenze zwischen Architektur, öffentlichem Raum und Stadtlandschaft verwischt: eine futuristische Stadtvision, die auf der naturalistischen Philosophie der östlichen Welt basiert. Es ersetzt die seit langem vorgeschriebenen Blockformen Projekte dieser Größenordnung. Es existiert in einer natürlichen Ordnung von Luft, Wind und Licht und fördert eine Resonanz zwischen Mensch und Natur. Die Stadt Taichung sucht ein Wahrzeichen der Metropole, das über das Lokale hinausgeht, um ihr städtisches Leben zu erneuern und die Kulturlandschaft von neu zu definieren Die Stadt. Es werden solide architektonische Konzepte erforderlich sein, die die Stadt in eine neue globale Arena einführen. Die heutigen Wahrzeichen sind nicht mehr nur durch Überlegungen zur Höhe gekennzeichnet, sondern konzentrieren sich auf kulturelle Untersuchungen unserer Beziehung zur Natur. Mehr als visuelle Auswirkungen Wahrzeichen Gebäude sollten die öffentliche Erholung fördern und Kommunikation und Fantasie anregen. Der Entwurfsvorschlag beginnt mit dem was schon gegeben ist. Die Lebendigkeit der natürlichen Topographie wird in den kraterförmigen Formen wiedergegeben und weiter vergrößert; Darin liegt der Dialog der gebauten und natürlichen Welt, das gegenseitige Zusammenspiel von Raum und Form. Die Oberfläche der Berge ist ein Hightech-System für umweltfreundliche Falten. Die rauchartige Hülle sorgt für einen Luftstrom zum Gebäude und hält den Energieverbrauch durch Nutzung der Sonnenenergie auf ein Minimum. “Matt Davis