CANDAŞ ŞIŞMAN

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source: csismn
Candaş Şişman(1985, İzmir) studied fine arts in İzmir Anadolu High School for Fine Arts and graduated from the Animations Department of Eskişehir Anadolu University in 2009. He spent his one year of college receiving multimedia design training in Holland (2006-2007) With Deniz Kader, in 2011, he founded “NOHlab”, a project which generates collective projects in arts and design.
Candaş Şişman aims to manipulate our notion of time, space and motion by his work, using digital and mechanical technologies. Taking the sciences of nature and universe as his reference point, the artist combines physical forms with images that are produced digitally. Thus a bridge becomes visible, between the physical world and the digital world. The works of Şişman stand on a complex base, but the forms are simple, allowing the audience to engage in intellectual interaction with the artwork; in which “process” is the structural element of utmost importance.
Candaş Şişman has received several awards since 2007, among which are an Honorary Mention from Prix ARS Electronica Computer Animation/Film/VFX and Best Prize in Sound Design from Roma Viedram Video Festival. He has participated in many exhibition and festival, such as Venice Architecture Biennale, TED X, ARS Electronica, Todaysart Festival and FILE Festival. Candaş Şişman recently realized Sonicfield-01 Sound Installation in Venice Architecture Biennale and ‘FLUX’ audiovisual installation among İlhan Koman Hulda festival in İstanbul. The artist is living and working in İstanbul, represented by PG Art gallery in Turkey.
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source: artribune

Possiamo definire una partitura come una scrittura musicale, che della musica opera una visualizzazione, traducendola in segni e dunque in immagine? O è forse la musica solo un’interpretazione acustica di una partitura visiva, di un testo composto da simboli, codici, valori? Una soglia sottile, quella tra le due accezioni. Un soglia che spesso si è dissolta, impallidita, complicata, sfilacciata. E lungo la quale si è consumato, nei secoli, il miracolo di alchimie creative sempre nuove.
Candas Şişman, giovane artista turco dedito alla ricerca elettronica, sonora e multimediale, nato a Smirne nel 1982, fondatore di NOHlab studio con Deniz Kader, ha esplorato questo complesso campo estetico-linguistico attraverso il suo recentissimo SYN – Phon: un progetto elaborato la scorsa estate, durante un suggiorno di ricerca presso la Budapest Art Factory (BAF), come secondo ospite del programma di residenze annuale dell’Istituto ungherese.

Il lavoro è sfociato in un evento performativo, tenutosi la sera del 29 giugno, insieme ai musicisti Barabás Lőrinc e Ölveti Mátyás: tromba, violoncello e suoni registrati dallo stesso Şişman in luoghi diversi di Budapest, si fondono con la notazione grafica concepita come flusso armonico ed astratto. Un esperimento di composizione, scrittura ed improvvosazione, tra arte del suono e arte del calcolo numerico, offerto al pubblico in una forma coinvolgente; il tutto partendo da una comparazione teorica tra la comunicazione concreta, codificata, conservativa della lingua e quella effimera, universale, audace della musica. Così, tra quel “syn” e quel “phonè” c’è tutta la condivisione e il simultaneo risuonare delle voci, le forme, le icone, le energie intercettate lungo il solco del linguaggio e tramutate, dall’arte, in esperienza demiurgica, di capovolgimento e di rottura. Nuove scritture, nuove visioni, fuori dalle linee già tracciate.